Lido Bartalesi Lenzi era il preside di Nico alle scuole medie Jacopo da Volterra.
Nico era un ragazzo molto "vivace" in quel periodo e, assieme ad alcuni dei suoi amici storici,  ne combinavano delle belle. In terza media Nico e 2 colleghi di merende fecero "forca" (non si presentarono)  a scuola, con l'autostop raggiunsero la città di Cecina dove il martedì si teneva il mercato. I tre ai tempi si sentivano astuti ladri professionisti, così rubarono vestiti, occhiali da sole e dio solo sa quante altre cose. Tornarono a Volterra in autostop e si misero a "stiloseggiare" (questo fu il termine tecnico che Nico usò per descrivere la situazione) di fronte agli altri ragazzi che uscivano da scuola. Adesso, i tre astuti ladri erano tornati a Volterra con una signora che conosceva le loro famiglie, una signora che sapeva benissimo che non era normale che un 14enne andasse a Cecina in autostop con il consenso dei genitori e che comprasse decine di buste di vestiti e di paia d'occhiali, per cui presa dal rimorso di coscienza, telefonò alla scuola per avvisare il preside chiedendo lui di avvisare i genitori dei ragazzi.
Ed ecco che per la prima volta Nico e Lido si incontrano.
Dal giorno successivo, per circa 30 giorni, Lido convoca i ragazzi in presidenza dove passano gran parte delle mattinate a cercare di ricreare la realtà degli eventi. Nico e gli altri nel pomeriggio studiavano piani per raccontare versioni "addolcite" della realtà, ma al mattino questi venivano regolarmente scoperti a causa delle loro versioni discordanti che, messi sotto pressione, uscivano da ognuno dei loro "interrogatori". Dopo circa 20 giorni si arriva alla verità. Lido, persona illuminata e lungimirante, si rifiuta di dar loro una punizione in termini scolastici; decide di parlare loro dal cuore e di credere che questo atteggiamento avrà come risultato l'abbandono di certe stupide tendenze.
I genitori dei ragazzi, invece, li punirono con le più classiche punizioni familiari: la "chiusura" in casa per anni ed il divieto "assoluto" di frequentarsi.
Il tipo di punizione che per ragazzi come Nico può durare mediamente un giorno, poi  succede solo che il genitore si ritrova un figlio scappato di casa.
I genitori dei questi ragazzi sapevano benissimo che la cosa non avrebbe retto e  di fatto poi tutti quanti pochi giorni dopo erano di nuovo insieme. 

Qualche anno dopo Nico, assieme ad altri amici (solo uno era partecipe all episodio precedente) , venne denunciato per furto con scasso premeditato. All'atto dell'arresto uno di loro aveva in tasca del costume da bagno (difficile ancora oggi da comprendere come fosse stato possibile, ma è una verità assoluta) una tanaglia, con la quale avevano rotto un lucchetto di una bicicletta per "prenderla in prestito" e, all'interno della Coop , sempre di Cecina,  rubarono un milione di lire e "spicci " di pesce per fare una "cenetta" , assieme a qualche colore per capelli (ai tempi Nico si colorava i capelli costantemente).  Le telecamere li beccarono e così alcuni di loro persero la condizionale. Dopo questo episodio, Nico smise totalmente con queste "ragazzate" e cominciò anche a dipingere oltre che a continuare a rompersi le ossa sullo skate e a combinare casini.
Ma torniamo a Lido.

Dopo molti anni, Lido contatta Nico tramite Messenger: Nico rimane stupefatto, non avrebbe mai creduto che Lido si ricordasse ancora di lui, aveva visto migliaia di ragazzini nei suoi anni di lavoro come preside.
Nel vedere cosa Nico fosse diventato,  Lido si lasciò andare ad una serie di scritti emozionanti e davvero generati con il cuore. Da qua comincia una corrispondenza scritta tra i due. Nico scopre che Lido ha una corrispondenza anche con suo fratello Piero, poi capisce che Lido aveva un cuore talmente grande da dedicare attenzioni ad un sacco di persone come fossero suoi figli. Un incontro che per Nico fu importantissimo. 
Dopo diversi anni da questo riavvicinamento, dove Nico e Lido si sono scritti periodicamente senza mai incontrarsi ed si sono confrontati e stimolati su una varietà di argomenti, Lido si ammala e muore.
Quel giorno Nico, dopo tanto tempo, pianse come un neonato, come quando si perde un maestro.


A seguito (qua sotto),  per volontà di Nico, sono pubblicate alcune meravigliosi estratti delle mail  che Lido ha scritto a Nico, parlando a lui ma anche all' essere umano in generale. E' forse una delle persone che più ha compreso Nico come essere vivente e come anima in pena, aiutandolo a crescere, senza giudicarlo troppo per gli errori che nella vita ha commesso.
C'è profondità, umiltà, lucidità in queste parole e sarebbe una violenza se queste andassero perse nel mondo virtuale  di Messenger.

Un tributo a Lido, un viaggio con un uomo che ha dato veramente tanto a questo pianeta e agli esseri umani.

 

 

22/12/10

Crea tutta la felicità che puoi, elimina tutta l’infelicità che puoi. Ogni giornata ti darà l’opportunità di aggiungere qualcosa al  benessere degli altri o di mitigare in qualcosa i loro dolori. E ogni granello di felicità che semini nel cuore altrui germinerà nel tuo stesso cuore; mentre ogni dolore che togli dai pensieri e dai sentimenti dei tuoi simili verrà ricambiato con la pace e la gioia più belle nel santuario della tua anima.” Con queste parole del celebre giurista e filosofo inglese Jeremy Bentham (1748-1832), fondatore dell’Università di Londra, mi piace formulare a te  e a Francesca  gli auguri più fervidi e cordiali per le prossime festività e per il Nuovo Anno 2011. Ti ammiro tanto e sai quanto ti stimo! Con i tuoi colori, le tue forme, la tua creatività e i tuoi soggetti dai luce, speranza e futuro a chi ti incontra. E tutto questo esprime e nasce da ciò che sei: una persona bellissima, armoniosa e trasparente, schietta e simpatica, che affascina e sa rendere felici gli altri. Li rasserena e li fa sognare in qualcosa di bello e di grande. E il sogno è il futuro. Perché sognare è puntare lo sguardo fuori di sé, verso l’alto. O anche avvertire la privazione di qualcosa verso cui si tende, volgendo lo sguardo al di fuori, come verso le stelle. E questa tua condizione mi dice che l’etica che ti guida non è quella del dovere e dell’osservanza di leggi esterne e imposte da altri, che possono anche tranquillizzare la nostra coscienza, ma non sempre (o quasi mai) sono all’altezza della nostra dignità di uomini. Ma piuttosto quella della tua sensibilità che ti fa vedere i bisogni vitali ed essenziali delle persone e a questi cerca di dare risposta. Grazie. Sei davvero grande! Ne gioisco con voi con affetto e amicizia sincera. 

Gli auguri, secondo me, non sono un gesto formale e scaramantico, ma  una promessa di impegno e un'assunzione di responsabilità. Ritengo quindi che quando ce li scambiano dovremmo pensare a questo: Cesserà l'imbarbarimento dei rapporti quotidiani? Rinascerà la solidarietà tra le generazioni e le popolazioni della terra? Si concretizzerà la cura e la custodia per un creato affidato alla mano sapiente dell'uomo? I più deboli troveranno nei più forti sostegno e non oppressione? Le carestie, le guerre e le pandemie finiranno di essere considerate ineluttabili e verranno contrastate nelle loro cause e nei loro effetti? La pace ritroverà nel concreto della storia il suo significato di vita piena e ricca di senso? Ci si aprirà all'ascolto dell'altro, al rispetto delle sue convinzioni, al discernimento delle sue attese, indipendentemente dal suo credere o meno, dalla sua etnia, dal suo stato sociale? Saremo finalmente capaci di assumere come criterio per valutare la bontà delle nostre scelte e del nostro comportamento non tanto la tranquillità della nostra coscienza, ma i bisogni vitali e autentici degli altri? Saremo capaci di sostituire il tornaconto, la prepotenza e l’interesse con il bene degli altri rinunciando volontariamente ai falsi valori del denaro, dell’ambizione e del potere, sostituendoli con la condivisione e il servizio? A questo dovremmo pensare quando ci scambiamo gli auguri. E per questo vi auguro di vero cuore che vi sia sempre compagna quella felicità di cui parla il nostro filosofo e che consiste appunto nello scegliere sempre il bene dell’uomo e nell’adoperarci per la felicità degli altri. Infatti lo specchio per valutare se il nostro comportamento è corretto non è la nostra coscienza, ma il volto di coloro che vivono con noi e attorno a noi. Quando questo volto esprime pace, speranza, gioia e felicità, perché il mio comportamento genera tutto questo, allora è evidente che il mio comportamento è eticamente corretto. Lo sguardo critico e sereno sul grigiore del passato è già apertura a un futuro colorato di speranza. Auguroni! Sei già sulla strada giusta. Scusami se mi sono permesso di disturbarti sul lavoro e anche per le mie preoccupazioni, se ti sono apparse eccessive. E scusa anche questo lungo scritto. Ma con le persone più care a me piace condividere cuore e mente. Un abbraccio cordialissimo e buon cammino nel nuovo anno che comincia!"

 

 

23/4/11

"Viviamo in un mondo dove tutto è difficile da capire e soprattutto da spiegare a chi vuol ragionare con la propria testa e non vuol lascarsi omologare dal sistema. E’ un mondo che premia la vanità, una bellezza effimera e volgare e una ricchezza “sporca”. E’ un mondo dove si ottiene tutto con l’inganno, la convenienza e con i compromessi. E la nostra povera Italia celebra i 150 anni della sua unità in un clima sempre più rissoso, squallido e imbarbarito. Siamo diventati cattivi, pensiamo solo a noi stessi, perché abbiamo paura di perdere quello che abbiamo. Il mondo che ci circonda ormai è prevalentemente una grande guerra dei poveri: presi solo dai nostri piccoli problemi non riusciamo più a capire i bisogni veri, i valori veri e la sofferenza vera. Domina l’intolleranza, frutto delle nostre paure e dei nostri egoismi. E con i nostri comportamenti continuiamo a proporre modelli di razzismo, di chiusura al nuovo e al futuro, di paura del diverso, dell’estraneo! Questa può sembrare una via senza speranza. Ma io non ci credo. Non credo ai confini e alle barriere, ai macigni che chiudono e imprigionano le speranze, i sogni, la vita, il futuro. Il mondo è un immenso pianto, ma a Pasqua diventa un immenso parto. Di vita, di futuro, di luci e di colori nuovi, di speranza, di nuovi orizzonti, di lacrime asciugate. Pasqua è migrazione degli uomini verso la vita. E’ voglia di correre, sospinti da un cuore in tumulto, perché l'amore ha sempre fretta, non sopporta indugi; la vita ha fretta di rotolare via i macigni che la bloccano e la paralizzano. Fuori è primavera. Credo che, con l’amore, la fratellanza, la giustizia  e la generosità nel cuore, noi potremo cambiare questo andazzo che sembra non aver argini. Chi ama è sempre in ritardo sulla fame di abbracci. Chi ama o è amato capisce di più, capisce prima, capisce più a fondo. Pasqua ci chiede “ intelletto d'amore” (Dante),  l'intelligenza del cuore. Solo così tutto ciò che anche noi vivremo e faremo nell'amore non andrà perduto, non sarà vinto da nulla. Mai. Cambieremo poche cose, forse solo un infinitesimo delle cose più brutte di questo mondo. Ma l’importante è proporre un mondo migliore e magari con il nostro esempio silenzioso contribuire a far trovare la strada  giusta: quella che rende gli altri felici e pieni di energie nuove. Il tuo impegno contro il nucleare, la tua arte e i tuoi progetti di luce, di bellezza e di vita per gli altri mi dicono che stai percorrendo questi sentieri. Grazie della tua fatica, del tuo impegno, della tua determinazione. Buona Pasqua, dunque. Ossia Buon proseguimento. E un abbraccio: per dirci che vogliamo restare umani, anzi  che vogliamo diventare  sempre più umani.

Tutto questo, ovviamente, vale anche per la tua Francesca.

Saluta anche la tua mamma e il tuo babbo. E Francesco e Piero. Anche a loro un pensiero affettuoso di vita gioiosa e piena di luci e di colori: insomma, di primavera".

 

12/6/11

"Buon Compleanno per domani. E grazie per ciò che sei, per il tuo impegno, la tua arte, i tuoi ideali. Sono convinto che il senso della vita consista nel diventare di anno in anno più umani, ossia capaci di amare  il bello, il bene, la giustizia e la verità  e di operare per la loro crescente affermazione, con creatività, coraggio e pazienza. Ti auguro, quindi, che questi tuoi anni ti mostrino sempre di più  come un vero uomo. E vero uomo è l’uomo libero da ogni servilismo. Un uomo senza maschera e senza padrone, che non si inchina a baciare la mano di nessuno, né desidera che qualcuno si inchini a baciare la sua. Un vero uomo è un uomo che non obbedisce, ma pensa. E pensa per cercare di obbedire alla verità e cioè al  bene degli altri, alla loro felicità, e alla giustizia, che non significa dividere la torta in parti uguali, ma dare a  ciascuno secondo il suo bisogno. Con queste sentimenti mi piacere esserti vicino in questo giorno e gioire della tua “crescita” (Mai si finisce di crescere nella vita!). Un pensiero cordiale per la tua Francesca. E un saluto ai tuoi genitori e ai tuoi fratelli. Buona festa con viva cordialità e amicizia. abbraccio".

 

 

28/6/10

"Ho letto quello che alcuni giornali hanno scritto su CAOTICI SILENZI e mi hanno colpito in particolare le tue considerazioni: le condivido! Ma soprattutto voglio dirti che, secondo me, hai colto nel segno e hai centrato alcuni problemi del mondo giovanile: BRAVO!!! Continua senza stancarti e senza far caso alle “pedate negli stinchi” che seguono e accompagnano sempre chi riesce a far emergere la verità dei fatti, delle situazioni e delle analisi. Mi ha colpito in particolare la tua affermazione secondo cui per dare un futuro e una speranza ai giovani, ma anche a questa società malata, non bisogna preoccuparci tanto di fare delle “cose” per i giovani. Occorre piuttosto far fare ai giovani le iniziative, le manifestazioni,  le varie attività  che sono per tutti e che sono rivolte a tutti. E’ vero: saranno loro, i giovani, con la loro creatività, la loro generosità, la loro inventiva, la loro passione… che rinnoveranno e faranno crescere la società e il territorio a cui sono legati e di cui sono l’espressione più fresca, nobile, intelligente e affascinante. Calpestare quei “volti” che ti guardano, ti interpellano, ti sfidano… è un delitto imperdonabile e avrà costi sociali e morali incalcolabili. BRAVO, BRAVO Nico! Sei davvero un GRANDE! E questo territorio e i tuoi coetanei, ma anche i vecchietti come me, da te si aspettano cose grande: quelle, appunto, che stai facendo. E’ legge della vita che chi più ha deve dare di più: chi più ha, più dia! E allora grazie ancora. Mi sembrava importante condividere con te questi pensieri e questi sentimenti. Bravo ancora e sempre avanti con il coraggio, la passione, la tenacia  e la pazienza che ti contraddistinguono. Un grato e riconoscente abbraccio".

 

 

30/12/12

"Mi sto convincendo sempre di più che la felicità non consista in quello che gli altri fanno per noi, ma in quello che noi possiamo fare per gli altri, senza essere eroi e senza fare cose straordinarie. 

Probabilmente si possiede veramente soltanto quello che si dona. Quello che si trattiene per noi non solo non si possiede, ma ci possiede. 

Mentre il donare è causa di felicità, il trattenere è causa di infelicità. Se vogliamo essere davvero felici, se vogliamo essere nella gioia, dobbiamo donare senza troppi calcoli di convenienza. Più si dona, più si dà e più c’è felicità.

E non tanto e non solo cose o denaro, ma anche e soprattutto tempo, intelligenza, cuore, futuro, libertà, giustizia, civiltà, progresso, pace, passione … 

E per quello che posso capire da ciò che tu pubblichi su facebook mi sembra che anche tu, di fatto, sia su questa linea di pensiero. O mi sbaglio? 

Comunque sia auguri, auguroni, sinceri e cordiali per il Nuovo Anno. Perché tu e tutta la tua famiglia siate felici.

Da parte mia posso dirti con sincerità che anch’io sono felice di vederti e saperti così impegnato e determinato per rendere più felici e più luminosi gli altri. Grazie! E ancora Auguri".

 

 

21/1/13   

"Illustrissimo Presidente e carissimo Nico: complimenti! Bravo! Ho visto che ieri avete inaugurato la sede della vostra L.E.C.  L’eco gioiosa e allegra di ieri sera mi giunge portatrice di soddisfazione di speranza.

È un successo e un traguardo che va sicuramente ascritto alla tua determinazione, alla tua intelligenza e alla tua passione. E a me piace rendere omaggio a queste tue belle doti, che rendono affascinante la tua persona. (Rilevo e constato con piacere che sei un leader amato, riconosciuto e apprezzato:Bravo!)

Coltiva e lasciati guidare sempre dalla “passione”, perché senza passione c’è sterilità; non c’è vita, non c’è futuro! Proprio come nella relazione affettiva. 

Sono sicuro che continuerete a dare sempre prova di capacità progettuali, di capacità di proposta, di ascolto, di dialogo e di coraggio per mettere in discussione l’esistente e accogliere i cambiamenti che la realtà fa emergere.

È vero che io sono sempre assente, almeno fisicamente. Ma ti assicuro non distaccato né indifferente.

E allora, se guardando la platea che sta davanti a te, tu hai la pazienza di allungare un po’ lo sguardo fino all’ultimo della coda, potrai scorgere là qualche traccia della mia presenza. Mi colloco in quella posizione per la mia naturale timidezza e per la consapevolezza delle mie molteplici inadeguatezze. 

Ma anche perché, non potendo dare niente, vengo solo a prendere e a godere del vostro giovanile entusiasmo, della generosità del vostro cuore, della brillantezza delle vostre intuizioni e della luminosità della vostra vita. 

E così, lo hai ben capito!, mi sento e sono solo un ladro, o meglio “un mendicante” delle vostre bellezze. Grazie a voi mi sento meno povero. Grazie, grazie di cuore!

E ancora complimenti e tanta, tanta… strada davanti a voi. Auguroni!

Un forte, riconoscente e affettuoso abbraccio.

P.S. Avrai certamente notato che sono un “appiccicone”! Perdona, se puoi, tutte le mie inadeguatezze che ogni tanto prendono il sopravvento e mi giocano brutti scherzi. Ma ti assicuro che poi ritorna il silenzio. Il distacco?, no quello no! Grazie anche per questo".

 

 

13/6/2014 

"Caro Nico, anche se ci sentiamo molto raramente, non vorrei disturbarti né intralciare i tuoi impegni e le tue molteplici attività. Ma il tuo 30° compleanno non posso trascurarlo. Ti ho già detto altre volte che, nonostante la mia lontananza e i miei silenzi, cerco,  per quanto mi è possibile, di tenermi aggiornato e di seguire i tuoi percorsi. Che mi sorprendono sempre per la loro qualità formale e di contenuto; per l’intelligenza che evidenziano; per la freschezza e originalità della comunicazione; per la ricchezza umana e l’autenticità che trasudano; per la sensibilità sociale e la spiritualità che li segna e li distingue; per il cuore che svelano. Intrisi di accoglienza, tenerezza, umanità.

Da qui il mio grazie, la mia crescente stima e il mio plauso convinto, ancorché sommesso e non appariscente. Sì perché vedo e mi sembra di capire che vivi per qualcosa di grande, che sei capace di dare un senso profondo a tutto ciò che fai. Che non resti passivo a guardare scorrere la vita, ma la vivi con coraggio, con gioia e determinazione. Vedo che metti sempre tutto il tuo impegno per vivere in pienezza, per crescere, e per perseguire con coerenza i tuoi ideali. Senza cercare mai qualcuno o qualcosa con cui prendertela per giustificare, magari, le tante cose che non vanno. Senza scendere a mille compromessi, condizionato da ciò che gli altri si aspettano da te, o paralizzato dalla paura del loro giudizio, del rifiuto, del non essere all’altezza, del tradimento. Bravo! Bravo!

Non rinunciare mai alle vette più belle, non rinunciare mai a vivere ad alta quota. Non privarti mai della pienezza di una vita in quota, dove già ti trovi, nella gioiosa contemplazione di ciò che c’è oltre le montagne: i meravigliosi orizzonti per cui siamo al mondo. Sei un vulcano di idee e di proposte.  Sempre geniale. Sei unico e irripetibile! Ma non accontentarti solo di affermarle, la tua identità e la tua unicità. Continua piuttosto a donarle sempre: sono un dono unico e immenso, che hai ricevuto perché venga donato. Siamo fatti per il dono, per donare e ricevere amore. Tu sei già un donatore di luce, di trasparenze, di sogni, di visioni grandiose, di propulsione e di aggregazione. E così inciti chi ti incontra a vivere la sua esistenza da fratello e/o da compagno, riconoscendosi reciprocamente nient’altro che esseri umani, ma capaci di relazione e di amore. Ciò che può davvero cambiare la nostra vita sono, infatti, gli incontri. Continua dunque a custodire e coltivare persone e tante altre creature, piccole o grandi, perché tutte vivano e fioriscano. Il mondo è come un grande giardino in cui ognuno di noi è un piccolo giardiniere planetario, un “addomesticatore” per dirla con l’autore del Piccolo Principe. Non c'è cosa più  importante in un'intera vita che chinarsi  perché l'altro, caduto, cingendoti il collo, possa rialzarsi.  

E allora vivi questo tuo 30° compleanno come “danza del dono”: tu doni agli altri non perché loro ridonino a te in contraccambio; non perché ci sia uno scambio, un contro-dono, una reciprocità. Ma perché loro siano, a loro volta, dono per altri ancora: per la famiglia, per la società, per l’umanità intera. Il dono autentico è gratuito! E il dono è una danza, appunto! Grazie! Vivilo questo tuo compleanno con questa consapevolezza e nella gioia. Sia gioia grata, questo giorno! E gioia sia tutta la tua vita avvenire. Te lo auguro di cuore. 

E se lo desideri e se rientra nei tuoi progetti prossimi, ti auguro anche di provare presto la gioia indicibile della paternità: una tua creatura non potrebbe che essere un capolavoro di bellezza, di luce, di colori, di trasparenza, di incanto, di stupore. Una meraviglia. Una gioia indicibile. Un prodigio unico, irripetibile e meraviglioso. I figli trasferiscono nella realtà visibile del mondo schegge di bellezza, di bontà e di umanità nascoste nell’identità e nel DNA di chi dà loro la vita, non solo quella biologica, o di chi li aiuta a vivere e li accompagna a crescere. Che bello! Scopo della vita è scoprire di essere figli amati. È questo che dà pace. Siamo un dono da donare. Gratuitamente! Da qui la gratitudine e una “urgente” responsabilità. 

La gratitudine per ciò che si è. Ciò che siamo lo dobbiamo agli altri! E questa gratitudine è la condizione necessaria per imparare ad amare, lottando contro tutti gli impulsi distruttivi della paura, della gelosia, del narcisismo, del tornaconto. 

E la responsabilità urgente (nel senso che “urge” dentro!) di attuare  e far trasparire, di svelare la nobiltà di ciò che si è ricevuto. 

Penso che tu condivida. 

Un saluto anche a Francesca.  

Ho trovato questo testo poetico che esprime bene la “danza del dono” di cui ti dicevo. Mi sembra bello condividerlo in questo giorno speciale. Eccolo.

Possa la via crescere con te

possa il vento essere alle tue spalle

possa il sole scaldare il tuo viso

possa Dio tenerti nel palmo della Sua mano.

 

Prenditi tempo per amare,

perché questo è il privilegio che Dio ti dà.

Prenditi tempo per essere amabile,

perché questo è il cammino della felicità.

Prenditi tempo per ridere,

perché il sorriso è la musica dell'anima.

Prenditi tempo per amare con tenerezza,

perché la vita è troppo corta per essere egoisti.

Scusa il mio filosofeggiare e il tono un po’ paternalistico: nascono da un piccolo cuore che ha cominciato a volerti bene alla “Jacopo” e non ti ha più dimenticato. 

Non ti preoccupare di rispondermi!  Immagino che tu abbia molto da fare e che tu debba rispondere ad una lista lunghissima di amici, ben più importanti e meritevoli di me. Va bene così!

Quando parlo con la tua mamma, chiedo sempre di te e cerco di trasmetterti un po’ di energia di bene e di entusiasmo, quel poco che la mia età avanzata mi conserva ancora. Un abbraccione e ancora auguroni. E gioia sia! Grande. Con affetto".

 

 

 

24/12/14

"Caro Nico, questo mio bussare alla tua porta è per dirti due parole: auguri e grazie. 

Grazie perché vedo che sei un autentico costruttore di ponti;  sai aggregare e favorire relazioni;  sai offrire il tuo pensiero e stimolare e aiutare a far pensare. È davvero un grande regalo che ci fai  e una bellissima testimonianza della tua ricchezza di umanità e di che cosa significa essere uomini. Se infatti dovessi dire qual è il “mestiere” dell’uomo, prenderei in prestito da Umberto Veronesi un suo pensiero al riguardo dal suo ultimo libro e direi che tra i mestieri per eccellenza dell’uomo c’è  appunto  “il pensare”, anche se per me viene dopo “l’amare”. Ma amare non è un mestiere! È piuttosto un bisogno  e una gioia che accomuna tutti gli umani. E quindi “il pensare” è proprio il mestiere vero, specifico dell’uomo. E tu che lo sai esercitare così bene meriti tutta la mia gratitudine e i miei più vivi rallegramenti.

 La seconda parola è per dirti Auguri di Buone Feste! Ma auguri di che cosa e per che cosa?  Vorrei che non fossero un gesto formale e scaramantico, ma una promessa di impegno e un'assunzione di responsabilità. Ti auguro quindi, anzitutto tanto bene per te e per la tua famiglia. La salute anzitutto. Ma anche la gioia, la serenità, il sentimento della gratitudine, le migliori relazioni. Possa tu trovare quello che cerchi in relazioni schiette e vere. Ma ogni relazione rivela la perfezione, per quello che è ma anche per quello che non è. Possa tu dunque trovare la perfezione, quella di questo mondo, quella possibile, insomma. E conoscerla per nome. E io mi domando se l’ottimismo e la speranza possono ancora essere cittadini di questo nostro mondo meraviglioso e al contempo schifoso e raccapricciante! Cesseranno l'imbarbarimento dei rapporti quotidiani, la criminalità, la malavita, la corruzione? Rinascerà la solidarietà tra le generazioni e le popolazioni della terra? Si concretizzerà la cura e la custodia per un creato affidato alla mano sapiente dell'uomo? I più deboli troveranno nei più forti sostegno e non oppressione? Le carestie, le guerre e le pandemie finiranno di essere considerate ineluttabili e verranno contrastate nelle loro cause e nei loro effetti? La pace ritroverà nel concreto della storia il suo significato di vita piena e ricca di senso? E ancora, crescerà il dialogo franco e autentico tra credenti e non credenti; tra atei e cercatori di luce; tra le religioni? Ci si aprirà all'ascolto dell'altro, al rispetto delle sue convinzioni, al discernimento delle sue attese, indipendentemente dal suo credere o meno? E se tu avessi bisogno di mettere alla prova o di confermare quello in cui credi e cui aspiri, ti auguro di giungere a conclusioni per te piacevoli. Auguroni e un forte abbraccio".

 

 

 

13/6/17

"Buon Compleanno e buona festa. Grazie di tutto e ancora tantissimi auguri di ogni bene".

 

 

 

Lido Bartalesi Lenzi

 

 

 

 

"Con tutto l'amore che ho, io ti ringrazio mio caro Lido".
R.I.P. 
Nico