CAOTICI SILENZI

 

"Al centro del mondo ci sono i giovani, la nuova generazione, il sangue del vostro sangue, i vostri figli e nipoti, il futuro, l'evoluzione della specie, la nuova società, coloro che porteranno avanti la storia, ciò su cui puntare, a cui affidare tutto il meglio, l'energia propositiva e costruttiva, la voglia di cambiare, di migliorare, coloro che andrebbero stimolati, promossi, agevolati ed ascoltati. Ai lati del mondo, ci sono sempre  i giovani, quelli che si sentono ignorati, inascoltati, repressi, con sogni che non possono realizzare e potenzialità che non possono esprimere, con idee e proposte che il mondo non riesce e non vuole ascoltare. Giovani che non vogliono più vedere ingiustizie, giovani che vogliono risposte chiare alle loro domande, che non vogliono abbassare la testa, ma camminare a testa alta. Giovani stanchi di essere sfruttati e strumentalizzati, stanchi di rincorrere i propri sogni frenati dai repressivi meccanismi sociali e dalle forme di disinteresse verso lo sviluppo degli individui: “perché non si può”, “perché è impossibile”, “perché è sempre stato così”. Giovani calpestati, dalle speranze stracciate.

Giovani complessi, incomprensibili, caotici. Nel fastidio che i giovani creano con le loro tendenze, con le loro grida, con le loro smanie, qualcuno cerca di ascoltarne l' essenza, di capire quali siano le necessità per far si che quelle energie incontenibili trovino un canale, un indirizzo costruttivo, nel quale sviluppare le personali potenzialità; altri si fermano a percepire il rumore generale dei giovani, come un disturbo della propria pace, cercando di reprimere le idee svianti da uno stile di vita confermato e staticamente semi- funzionante. Credendo che l' intero universo sia in continuo movimento, e con lui noi tutti, ma soprattutto ritenendo illusorio credere nella staticità dell' esistenza e dei meccanismi di vita, riteniamo importante che la comunicazione, lo scambio di idee e di sogni avvenga liberamente e rispettosamente a prescindere dalle differenze generazionali e etniche, in quanto riteniamo che ogni individuo sia fondamentale per la crescita globale.  CAOTICI SILENZI è un omaggio alla bellezza dei giovani, alla loro infinita potenzialità, al legame che hanno con il loro territorio e alla grande responsabilità che sin dalla nascita li lega tra loro, quella di dover creare un futuro.

L'esposizione CAOTICI SILENZI vuol risvegliare nelle persone il desiderio di impegnarsi perché i giovani possano riuscire a sviluppare le loro capacità senza limiti, in maniera creativa e libera. Vuole riconoscere la gioventù come manifestazione della vita in stato di massima espressione e dare valore alle intuizioni e aiutare a rimediare agli errori dei giovani con metodi costruttivi e non repressivi. Vuole creare un ponte tra giovani e non-giovani, tra passato, presente e futuro, tra sogni e realtà. Questo è lo spirito di CAOTICI SILENZI, specchio dello spirito di LEC e dei suoi giovani membri che svolgono ogni giorno le proprie attività uniti dal pensiero che ogni confine è creato per essere valicato, che il futuro nasce dal presente e che un viaggio cominciato non avrà mai fine. Ricercare, attraverso una paziente pratica e comprensione, un'apertura sempre più rispettosa e stimolante nei confronti di coloro che ci circondano, comporta impegno e responsabilità , ma se vogliamo migliorare questo mondo, noi tutti dovremo ogni giorno armarci di coraggio ed imparare sempre meglio a farlo; forse un giorno diverrà un automatismo della nostra specie, una caratteristica genetica! Con fiducia e amore vi ringraziamo per la vostra importantissima attenzione e partecipazione, e vi preghiamo di vivere una vita speciale come voi!"

                                                                                                                                                                                                                                                                                                       

Così nel 2011 Lopez,in qualità di presidente e direttore artistico ,e i membri dall'associazione culturale giovanile LEC-Libera Espressione Creativa hanno presentato questa collettiva.

 

 

Cosa vedono di noi gli adulti quando ci osservano?

E noi cosa vediamo degli altri e di noi stessi?

Riusciamo a vederci completamente? Oppure siamo attratti e distratti solo da una parte del tutto: dagli occhi, dai sogni, da un'espressione, da una speranza, da un'idea o da un dito nel naso?

Siamo oggetti preziosi chiusi dentro un carillon, balliamo come mesti figuranti di un teatrino di posa.

Giovani ci chiamano, liberi e sognatori.i chiamano il futuro, ma siamo anche presenti, vivi, semplici e complessi, come tutte le cose belle.

 

 

 

Immagina che non conti l'età, ma solo il modo in cui vedi le cose

 

 

Immagina che i bisogni possono cambiare

 

 

Immagina che nello stesso modo in cui ti prendi cura dell'ambiente, l'ambiente si prenderà cura di te.

 

 

Immagina se tutto fosse dritto.