MIGRAZIONI

ANDARE LONTANO PER VEDERE MEGLIO CIO' CHE CI E' VICINO

 

Un altro progetto realizzato in collaborazione con gli studenti,i professori e il preside dell'ITT Marco Polo di Firenze.

Per questo intervento, realizzato all'interno dell'edificio, il dirigente Ludovico Arte ha ritenuto importante che ci il tema fosse l’immigrazione. L'opera è realizzata sulle pareti di un lungo corridoio, Lopez e i suoi collaboratori hanno deciso di utilizzarlo per rappresentare un fenomeno migratorio estremo, che ha segnato la storia in maniera indelebile: il primo viaggio spaziale alla conquista della luna. Questo corridoio è quindi diventato un canale di collegamento tra l’osservatore e la luna.

 

Usando la tecnica del disegno anamorfico è stata creata una luna lungo questo corridoio in maniera tale che l’osservatore mano a mano che lo percorre possa arrivare a “camminare" sulla sua superficie, come se lui stesso fosse su uno space shuttle. A questo punto entra un altro fattore di lettura del dipinto: l’osservatore voltandosi trova un ulteriore/opposto disegno anamorfico: la sua amata terra splendente e colorata.

 

E’ esattamente questo l’aspetto della migrazione che l’idea di Nico Lopez Bruchi voleva evidenziare: partiamo alla ricerca di una vita migliore, di altre possibilità, ma lasciamo sempre qualcosa alle nostre spalle, qualcosa di importante che ci ha segnato. A volte ci serve andare sulla luna per vedere quanto in realtà sia bello il nostro mondo, altre volte ci voltiamo e capiamo che partire è stata la scelta migliore o forse l’unica possibile. Una esperienza che non è collegabile esclusivamente a coloro che partono da un paese in guerra alla ricerca di salvezza, ma che appartiene in realtà, ad ognuno di noi.

 

 

 

 

 

Per l’inaugurazione di questo intervento, che comprendeva anche la decorazione dei 12 bagni della scuola , Lopez e la sua crew hanno  collaborato con la compagnia teatrale Gli Omini, che dopo aver diffuso la falsa notizia che l'anno successivo la scuola avrebbe ospitato 200 rifugiati, hanno raccolto le reazioni dei ragazzi e sulla base di queste hanno poi realizzato una performance teatrale che ha avuto come scenografia proprio il corridoio e i bagni riqualificati.  Il protagonista della performance  è stato Emilio Robot, che si è fatto un viaggio spaziale mentre raccontava alcune delle sfide che quotidianamente i giovani dell’ITT Marco Polo devono affrontare. Una telecronaca, un viaggio di ricerca, di crescita, dove con coraggio si affronta ogni avversità della vita.

 

foto: Nico Lopez Bruchi