Questa scultura, collocata all’ingresso di Villa Ada, dimora di Lopez ormai da diversi anni, raffigura Tebe, Dea dell’accoglienza, in una posizione di offerta di una ciotola di vino. Un simbolo di ospitalità e di benvenuto, ma che nel tempo ha assunto un significato ancora più profondo.
Alice Di Tullio, vicina di casa di Lopez, osservando la scultura monocromatica e dall’espressione malinconica, ha deciso di intervenire per donarle nuova vita. La sua idea era semplice ma potente: arricchire l’immagine di Tebe con una parrucca, aggiungendo un elemento di vivacità e trasformazione.
Questo gesto ha ispirato Lopez a fare un passo ulteriore. Guardando la ciotola che Tebe porgeva, ha pensato che l’offerta dovesse andare oltre il semplice vino. In quel periodo, sua moglie stava affrontando la fase terminale di una terribile malattia, un momento di dolore e riflessione profonda. Così ha deciso di inserire nella ciotola “la soluzione”, rappresentata simbolicamente da un cubo di Rubik perfettamente risolto.
Un gesto carico di significato: Tebe non offriva solo un ristoro fisico, ma anche una risposta, una via d’uscita, un equilibrio perfetto da cui trarre forza.
La scultura Tebe fa parte della collezione Giovanni Macchi e continua a essere un’opera viva, capace di suscitare riflessioni su accoglienza, speranza e ricerca di soluzioni nei momenti più difficili della vita.


















