Ho avuto la fortuna di trascorrere alcuni giorni in una residenza artistica fronte oceano, nel sud del Marocco. È stata un’esperienza intensa e ispirazionale, un luogo dove il rumore delle onde si fondeva con il silenzio della riflessione. Ero lì per sperimentare, per lasciarmi guidare dagli elementi naturali.
Ho capito subito che il protagonista dei miei lavori dovesse essere l’oceano stesso. Così è nato il Pharmakon Project: da tele dipinte di nero, attraverso un processo di sottrazione del colore, sapevo che il mare avrebbe potuto esprimersi.
Il risultato è stato sorprendente. Ogni tela, abbandonata alle onde, ha assorbito il movimento e la forza del mare, trasformandosi in un’opera che racconta naufragi, lotte, resistenza e sopravvivenza. Una tela che galleggia, che lotta per non morire, che approda consumata ma liberata.
Un’esperienza pittorica straordinaria, che non si esaurisce qui, ma che continuerà a sopravvivere ed espandersi verso nuove possibilità espressive.
“Pharmakon, in greco, è una parola ambigua, che può designare sia un veleno sia una medicina, come fosse la cura, ma al tempo stesso la causa.” – Wikipedia
Il team del progetto
- Process videos: Nico Lopez Bruchi e Sonia Marrese
- Editing: Nico Lopez Bruchi
- Location: Ifitry, Marocco
- Fotografie: Nico Lopez Bruchi
Galleria fotografica






























