Realizzato con la partecipazione dei detenuti
Un progetto di Arte Sociale e Riabilitazione
Il murale La Scritta che Buca è stato realizzato sulla facciata del Carcere di Sollicciano (FI) grazie alla collaborazione tra Nico López Bruchi, Marco Sera Milaneschi e un’importante rete di istituzioni. L’opera nasce da un percorso di co-progettazione con i detenuti della casa circondariale M. Gozzini, con l’obiettivo di trasformare il muro in uno spazio di riflessione, speranza e redenzione.
Il murale è pensato per i figli dei detenuti, che spesso passano ore di fronte a questo muro in attesa di incontrare i loro genitori. I detenuti hanno voluto colorare e alleggerire l’ambiente, lasciando un messaggio di speranza e di possibilità di cambiamento.
Il significato dell’opera
Il progetto visivo rappresenta un percorso evolutivo e di redenzione:
- Un uomo di pietra (simbolo del carcerato) si trasforma in un veliero che attraversa un deserto, tra miraggi e oasi.
- La sua destinazione è un faro a forma di bilancia, simbolo di giustizia, equilibrio e guida.
- Alla fine del viaggio, si erge una torre, emblema di crescita e trasformazione.
L’opera nasce da conversazioni con i detenuti, molti dei quali hanno raccontato di essere cresciuti in ambienti segnati dalla criminalità, senza reali alternative di vita. La maggior parte di loro, però, esprime un forte desiderio di riscatto e di una seconda possibilità.
Uno dei detenuti, Giovanni Farina, ha scritto per il progetto una poesia che si conclude con la frase:
“La libertà è un miraggio.”
Un progetto collettivo
Il murale è stato reso possibile grazie a un network istituzionale che ha coinvolto:
Istituzioni e Enti:
- Regione Toscana
- Università degli Studi di Firenze (Lab Critical Planning & Design del Dipartimento di Architettura)
- Fondazione Michelucci
- CAT – Cooperativa Sociale
- Comune di Firenze
- Quartiere 4
- Comune di Scandicci
- Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Toscana e dell’Umbria
- Direzione della Casa Circondariale Mario Gozzini
- Casa Circondariale Sollicciano
- Garante dei diritti delle persone detenute della Regione Toscana
- Garante dei diritti delle persone detenute del Comune di Firenze
La Scritta che Buca – Galleria del Murale al Carcere di Sollicciano

























Fotografie e video a cura di:
📸 Carlo Settembrini
📷 Davide Virdis
L’opera non è solo un intervento artistico, ma un segno tangibile di speranza e cambiamento, un messaggio che buca il muro del carcere per parlare di libertà, crescita e nuove possibilità.










































