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ONIRONAUTI POMARANCE

  • Luogo:
    Pomarance

2019

ONIRONAUTI

POMARANCE


Uno degli incontri realizzaticon i giovani di Pomarance










RINGRAZIAMENTO DI LOPEZ

15 Dicembre 2019

“GRAZIE POMARANCE!!!

Ho una dedica da fare, per chi ieri se la fosse persa.

E’ importante restituire a chi ha dato tanto.

Quando avevo 13 anni, assieme a due miei cari amici, facemmo festa a scuola per andare al mercato di Cecina a rubare occhiali da sole e t-shirt. Eravamo malati d’adrenalina. Partimmo alle 11 senza neanche pensare al fatto che non era matematicamente possibile rientrare a Volterra per la campanella delle 13. Quella mattina facemmo un disastro, rubammo anche una piantina per regalarla alla signora che ci aveva garantito il passaggio per il rientro sul colle, in fondo eravamo già dei gentiluomini. La signora nel vederci rientrare in macchina con sacchettate di vestiti, si accorse della situazione e dopo averci scaricato fronte alla scuola, probabilmente, riuscì ad entrare e a raccontare tutto al preside. Doveva pulirsi, giustamente, la coscienza, eravamo bambini tremendi, e molto probabilmente era rimasta disarmata dal casino che eravamo in grado di generare anche solo in una macchina. Noi tornammo a casa, prendemmo una sgridata e via. L’indomani dopo la campanella delle 8 il preside ci convoca: sapeva quasi tutto di quello che era successo.

Ci chiese molto gentilmente di raccontare la verità: io ovviamente mi inventai un super piano strategico per alleggerirgli la cosa. Non funzionò. Avremmo dovuto tutti dare la stessa versione, ma non eravamo in grado, dato che io inventavo una cazzata dietro l’altra.

Passammo 6h in presidenza e non arrivammo a niente.

Il giorno seguente, allo stesso orario, fummo riconvocati: a questo giro in presidenza c’erano anche i genitori. Erano delle iene.

Per farla breve, continuammo a sparare cazzate e mezze verità per una settimana, alla fine della quale, stremati e con una collezione di punizioni sulle spalle, arrivammo a dire la verità. Il preside rimase sconvolto, era peggio di quel che pensava. Mi disse che io avrei rischiato di non essere ammesso agli esami e un’altro dei miei amici rischiava di ripetere la prima media (se non sbaglio per la seconda volta). Dopo qualche giorno ci richiamò in presidenza eravamo ovviamente spaventati, ma eravamo pronti a prenderci le nostre responsabilità, come sempre. Ci disse semplicemente che credeva in noi, che eravamo bravi ragazzi, che non ci avrebbe punito assolutamente. Ci chiese, sempre gentilmente, di dare tutta la refurtiva in beneficienza, e così facemmo.

Fu molto strano. Tornai a casa destabilizzato.

Mia madre alla fine era sempre arrabbiata, ma lui le parlò e piano piano la storia si calmò.

Non servì a molto, come ho detto eravamo malati d’adrenalina e dopo pochi giorni ne combinammo una peggiore. Quel periodo, fino ai 17 anni, fu una drastica escalation delirante di cazzate sempre più grandi…del resto, come accade a quasi tutti gli adolescenti.

Dopo tanti anni, il preside mi ricontattò per mail, poi su facebook e nacque una corrispondenza che è durata fino al giorno della sua morte. Molte lettere le ho riportate nel mio sito, come ringraziamento per questa amicizia. Ebbi così l’occasione di chiedergli perchè si era comportato così con me, in fondo, poteva semplicemente punirmi o lasciarmi nella mani di mia madre, invece perse una settimana del suo tempo per aiutarmi.

Lui mi disse che lo aveva fatto perchè credeva in me, credeva nei giovani ed il suo compito era aiutarli. Scoprii così che aveva corrispondenze con molti altri giovani, anche con mio fratello, il quale addirittura andava a trovarlo e si scambiavano ricette di cucina.

Io non sono più riuscito a vederlo da quel giorno in cui alle medie mi disse di credere in me, ma la sua immagine mi è cristallina nei ricordi.

BISOGNA CREDERE NEI GIOVANI, ascoltarli, aiutarli, dar loro occasioni (anche di sbagliare). Questa lezione la porto ogni giorno con me ed è diventata parte della mia missione di vita.

Ci tengo quindi a ringraziare uno dei miei grandi maestri, il mio preside Lido Bartalesi Lenzi.

Questo murale è tutto per te, credo che ti piacerebbe.

Negli anni sono cambiato tantissimo, ogni mio errore mi ha aiutato a cambiare, ogni errore dei miei amici mi ha aiutato a cambiare.

Il cambiamento è tra le cose più importante della vita per me, e questo avviene sempre nel presente.

Lido ha sempre creduto in me e nel mio cambiamento, nella mia crescita, nel mio spendermi per qualcosa di meglio che la creazione di danni. Non capita tutti i giorni di incontrare una persona così. Io ho avuto la fortuna di incontrarne molte e posso dire che senza queste persone, senza la mia famiglia, probabilmente sarei finito molto male.

L’altro grande e sincero ringraziamento va a Cinzia de Felice, che conosco da molti anni, ma con la quale per la prima volta ho collaborato. E’ stato un onore ed una lezione vederla lavorare. La cura di ogni dettaglio, la cura del mio benessere, che tutto mi andasse bene, è stata incredibile. Mi è sembrato di avere l’attenzione e l’affetto di una madre e questo ha reso tutto veramente piacevole. Senza di lei questo progetto non sarebbe decollato così. Non vedo l’ora di continuare questa collaborazione. GRAZIE!!!!

Infine ringrazio tutta Pomarance, dall’amministrazione, ai giovani che mi hanno aiutato, agli amici che mi son stati vicini, a tutti coloro che mi hanno ben accolto, a Massimo Filippi per avermi concesso la sua casa con fiducia, a Pantani e famiglia, che sono uno spettacolo, Patrizia, Roby, Quei Bravi Ragazzi, Billy, Ganesh, Capino, Fabio e il Rione Paese Novo, ho passato dei giorni veramente piacevoli.”

Lopez

 

Realizzato con la collaborazione di:

Cinzia de Felice
Progetto Sogni e Bisogni
Ass. Carte Blanche
Comune di Pomarance
Ilaria Bacci
Massimo Filippi
Patrizia Pruneti
Roberto Raspollini
Enrico Pantani
Quei Bravi Ragazzi
Bar Ganesh 0588
Rione Paese Novo
Con i Bambini e alcuni giovani Pomarancini

Colortecnica Store
Boero
Hard To Buff
Montana Cans Italia
Edil. Coi. SRL

 

ONIRONAUTI – POMARANCE

“L’onironauta sogna con la consapevolezza di stare sognando, quale sognatore “lucido”, può arrivare a esplorare e modificare il sogno a proprio piacimento.”
Wikipedia

ONIRONAUTI é un percorso sviluppato all’interno del maxi progetto Sogni e Bisogni, con capofila Carte Blanche curato da Cinzia de Felice e con un partenariato di 31 soggetti, tra cui i comuni di Pomarance, Volterra, Montecatini Val di Cecina, Castelnuovo Val di Cecina e Monteverdi Marittimo, sostenuto da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

L’intenzione di ONIRONAUTI è di piantare semi di cambiamento utilizzando un percorso artistico come metodo di comunicazione e di confronto tra giovani e territorio, tra Lopez e i giovani di questi territori. La finalità invece è di creare un’ opera di restituzione che veda protagonista il risultato di tale percorso, i giovani e i loro sogni.

Questo progetto nasce da colloqui avvenuti con alcuni giovani e cittadini della città di Pomarance. Lopez li ha incontrati per chiedere loro i propri sogni e trarre ispirazione da questi per la progettazione del murale. 
Il sogno che più accomuna questi giovani è quello di andarsene da Pomarance per vivere esperienze professionali e di vita. Ritengono che la piccola cittadina nel cuore della Toscana (quindi lontana da tutto) offra poche possibilità di sviluppare i propri percorsi evolutivi, specialmente se questi sono ambiziosi e riguardano settori che a Pomarance non esistono, come ad esempio la moda. Provano tuttavia amarezza nel lasciare la città, perchè questa rappresenta anche un luogo di vita semplice, facile, dove si sentono protetti e dove trovano tanta solidarietà.

Nico ha desiderato ritrarre una di queste giovani ragazze, Olivia Riondino, con in mano una sfera, di quelle che dentro contengono la propria città sott’acqua con fiocchi di neve, un classico souvenir. La sfera si sta rompendo e da questa, oltre la città di Pomarance, stanno uscendo tanti albatros e balene che volano via in tante direzioni diverse.

Gli albatros e le balene vogliono rappresentare simbolicamente questi  ragazzi che migrano dalla loro città. Questi animali sono tra i più grandi migratori, arrivano dall’altra parte del mondo per accoppiarsi o far nascere i loro piccoli e tornano poi nel luogo di partenza, dove si sentono protetti e l’habitat permette loro di vivere con più semplicità. La sfera che si rompe è “il pensiero”, “l’attitudine” paesana che si rompe, si apre e fa uscire ed entrare nuove possibilità.
A sostenere e prendersi cura di questo cambiamento è una giovane ragazza, che tiene la sfera tra le mani e guarda avanti.