2020
TALKS AND PICS
NICOLA RIGNANESE












TALKS AND PICS
è un progetto che nasce con l’unica volontà di condividere momenti di riflessione tra Lopez e alcuni dei suoi meravigliosi amici. Spesso questi sono creativi, attori, artisti, stilisti, musicisti, filosofi, ma altre volte sono animali da bar, padri di famiglia o politici. Tutti hanno una cosa in comune; hanno un vissuto pazzesco e hanno molte cose da dire.
Nico nel normale passare del tempo insieme a questi soggetti scatta delle fotografie e fa loro 3/4 domande molto specifiche. Nelle risposte e nelle fotografie vi rimane la fascinosa essenza di questi momenti di introspezione, di riflessione.
“È un ospite particolare per me, importante. Un padre. Con lui ho condiviso i silenzi più belli della mia vita. Con lui ho condiviso tutto, anche mia madre. Condividiamo una passione fottuta per il cinema e passiamo ore a parlare di scene, personaggi, atmosfere, storie…guardiamo film o serie ogni sacrosanta sera da sempre. Lui è attore, io aspirante regista, non potevamo non parlare di quanto tutti siamo attori, di quanto sia faticoso scrollarsi di dosso un personaggio e di cosa vuol dire essere protagonista di un film e della propria vita. Con Nicola abbiamo scattato a luce naturale in uno sgabuzzino minuscolo del terrazzo di casa sua (a malapena ci entravamo ritti) e dentro una chiesa di Arezzo (cogliendo un momento in cui nessuno pregava). Ci siamo ispirati alla nostra serie TV preferita PEAKY BLINDERS (ormai è ispirazione continua per me) e scattare con un attore come lui è davvero un piacere ed in 1h abbiamo fatto tutto, divertendoci da morire.”
Lopez
Nico: Tu entri ed esci di personaggio in personaggio per lavoro. Di solito questi sono completamente differenti tra di loro quindi devi recitare parti completamente diverse; un processo che richiede una capacità empatica e delle doti attoriali ed espressive fuor di misura. Spesso le persone per strada ti riconoscono per i tuoi personaggi televisivi, ti chiamano con i loro nomi. Nei molti anni passati insieme ho sempre visto quanto a tratti fosse impegnativo scrollarsi di dosso alcuni personaggi per tornare alla vita reale, dove Nicola Rignanese si nutre, passa del tempo libero e vive la sua famiglia. Un attore crea alias per interpretare dei ruoli, spesso anche nella vita reale. Se penso a come va il mondo oggi, buona parte della popolazione, attraverso l’uso dei social network, sta facendo una cosa molto simile: sta creando alias personalizzati e adattabili per creare un’immagine (virtuale) di sè.
Questi spesso sono anche molto lontani dalla realtà delle proprie vite personali.
I politici attraverso l’uso manipolato dei media ci hanno insegnato molto su come creare una propria realtà vendibile. La vita “reale” in fondo non funziona troppo diversamente, in qualche maniera tutto c’ho che ci influenza ci porta ad allontanarci da noi stessi, ma ci fa anche crescere e ci aiuta a protegge la nostra vulnerabilità.
Quindi mi chiedo: siamo tutti degli attori?
Nicola: Orson Wells sosteneva che l’Italia è una nazione formata da quasi 60 milioni di attori e i peggiori sono in scena. Non sono molto d’accordo. Nel senso che se vedi la recitazione solo come un modo per imitare qualcosa o qualcuno, o per nascondersi dietro un personaggio o una situazione, allora Wells avrebbe ragione. E’ diverso se invece ti approcci all’arte della recitazione, della creazione di un personaggio o di una situazione in modo rivoltoso verso la realtà che ti circonda. Quindi in modo UNICO E NECESSARIO mandando tutto e tutti in “CRISI” a partire da te stesso. Mettendoti in GIOCO, utilizzando l’intrinseca e devastante forza che la crisi, la paura, la malattia, l’evento negativo possono aver dentro. Devi trasformare la merda in cioccolata. Non si tratta di essere più o meno bravo, ma unico in quello che fai. Come fai tu quella cosa, che tu sia un attore o un veterinario, nessun altro deve essere in grado di farla. Di Re-citarla.
Nico: Quanto è importante saper abbandonare un personaggio?
Nicola: Non devi abbandonarlo, devi dominarlo.
Immagina di essere in piedi uno di fronte all’altro, tu e un tuo personaggio, devi fare sempre in modo che sia il personaggio ad avvicinarsi quanto più possibile a te e non il contrario. Devi saperlo usare all’evenienza e non devi permettere che sia lui ad usare te.
Nico: Tu sei scappato da Foggia in età giovanissima con solo tanta determinazione e voglia di crescere, affrontando con sacrificio ogni circostanza che la vita ti ha messo di fronte. Oggi sei, più o meno, c’ho che volevi essere.
Cosa significa essere protagonista della propria vita?
Nicola: Credo che chiunque possa essere protagonista della propria vita. Qualsiasi lavoro svolga. L’unica differenza è che il mio di lavoro, fa sì che io stia più sotto i riflettori anche quando non lavoro. E comunque non bisogna confondere l’esser protagonisti con l’essere celebri. Si può soffrire di protagonismo se lo si cerca a tutti i costi. Ricordo che una delle prime cose che mi hanno insegnato a Teatro è stata quella di imparare a riconoscere il momento preciso in cui DEVI cedere lo scettro di protagonista agli altri attori in scena. E questo piccolo, ma importante esercizio, mi è stato molto utile anche nella vita.
















